genera una descrizione che può essere raccolta in un fascicolo consultabile dal cittadino stesso e dalle persone autorizzate. Dalla carta all’informatica il passo non è brevissimo ma ci stiamo arrivando. L'obiettivo principale attualmente riguarda la definizione di standard che, nel rispetto della privacy, permettano l'efficiente interscambio delle informazioni: non serve avere un fascicolo sanitario elettronico se non si possono confrontare tra loro le informazioni generate da sistemi diversi. I protocolli internazionali per il trattamento dei dati sanitari sono essenzialmente due: DICOM, dedicato al
trasferimento di immagini digitalizzate tra sistemi diversi, e HL7, dedicato alle informazioni cliniche e amministrative, mentre i profili utilizzati attualmente sono tre: europeo (EHRCOM), australiano (HISA) e nordamericano (IHE). Ma il punto focale è la definizione dei vocabolari, la condivisione della terminologia da utilizzare nei documenti; la parola giusta per esprimere quel concetto, univoca e senza possibilità di interpretazione. In italiano è difficile. In Italia 15 regioni hanno già i loro sistemi di gestione del fascicolo sanitario elettronico ma questi non si parlano. Esistono gli standard, vogliamo adottarli? Piuttosto che andare avanti a sperimentazioni di protocolli diversi? Il mio più grosso timore è che ancora una volta per ogni interazione fra due sistemi ci si inventi un protocollo di comunicazione ad-hoc per risolvere il problema senza una visione d’insieme. Piuttosto che spendere soldi nella realizzazione di software qui occorre progettare i dati, le specifiche comuni poi il software. Potrebbe diventare tutto semplice, basta darsi regole comuni e condividere informazioni e software libero. Comunque la strada è tracciata con tutto il buon senso possibile percorriamola. I vantaggi offerti dalla digitalizzazione degli archivi sono evidenti: la ricerca dei dati contenuti in un supporto digitale richiede al massimo pochi secondi indipendentemente dalla quantità di dati contenuti nell'archivio in generale e nella singola cartella in particolare. Alle cartelle sarà inoltre possibile allegare in maniera veloce immagini e ed esami strumentali che potranno essere condivisi in una rete diagnostica che annullerà i tempi di consulenze specialistiche tra medici operanti in sedi diverse, rendendo inutile anche una parte degli spostamenti effettuati dai malati e riducendo sensibilmente i costi di tutto il sistema.